Un luogo ideale per trasmettere i miei pensieri a chi abbia voglia e pazienza di leggerli. Senza altro scopo che il portare alla luce i sentimenti che mi differenziano dai bovini, anche se alcune volte scrivo come loro, grammaticalmente parlando! Grazie!
venerdì 25 aprile 2014
giovedì 24 aprile 2014
Sempre pensato!
Quello che avevo pensato, forse anche azzardando un poco, si sta svelando esatto.
Il Condannato, la rovina di questa nazione, ha incontrato il Grullo solo ed esclusivamente per uno scopo: salvarsi il culo e quanto contiene, ovvero il proprio portafogli.
Mediaset raccoglie meno pubblicità, il deficit complice la pay tv decolla, i mega introiti degli anni passati a fingere di governarci sono chimere.
E allora?
Allora il Condannato ha messo un paletto davanti a tutto: se voi andare avanti, se vuoi lanciarti in questa impresa, devi pensare alle mie aziende, soprattutto alle mie Tv.
Le Tv che sono da decenni di sua proprietà senza che nessuno, ancor meno l'opposizione madre del PD del Fiorentino, avesse mai osato contrastarlo, facendo leggi che sono il miele di altre democrazie, non finte come la nostra.
E quando il pluri indagato Verdini, amico del Toscano Premier, ha iniziato a tessere la trama per farli incontrare, la richiesta è sempre stata la stessa: occorre che proteggiate ed agevolate il potere mediatico del Pregiudicato.
In più, come ciliegina di questa mefitica torta, il Nano ha preteso ed ottenuto di emergere dalla melma processuale come Padre Costituente, nobile anima dedicata al riscrivere una Carta che è perfetta, che potrebbe sì richiedere aggiustamenti, fatti però da mani e menti pulite, integerrime, democratiche.
Il Grullo ha accondisceso, ha accettato l'imposizione ed ecco che dal cilindro, come rimarca il sito Dagospia, è uscito il coniglio del taglio di 150 milioni delle risorse RAI.
La Tv di Stato è un carrozzone, indegno, pullulante di contratti con società esterne guidate o partecipate dai soliti amici degli amici, ha un numero di dirigenti che grida vendetta, ma negli ultimi tempi ha dato del filo da torcere a Mediaset, privandola di una ricca fetta di introiti pubblicitari.
Dagospia ci informa che nel prossimo consiglio verrà seguita la traccia indicata dal Grullo ovvero svendere RAI Way che possiede le torri di comunicazioni, autentiche pagnotte d'oro di tutte le società televisive mondiali.
Vendete quella società e rientrerete del taglio che serve per contribuire agli 80 euro che devo mettere in busta a tanti italiani, ha detto Renzi.
E il patto segreto è proprio questo: fare un unico operatore nazionale che unisca Rai Way e .. El Towers.
E di chi è El Towers?
tic-tac, tic-tac.... si! Avete inteso bene: del Padre Costituente Pregiudicato!
Questa è ancora l'Italia, questo è ancora il marciume che viene a galla, che continua a inviare miasmi rendendo l'aria democratica irrespirabile.
Questo è il paese che sognamo.. nei nostri incubi notturni!
Addio - di Sandro Bondi
Abbiamo ricevuto una poesia del Vate Sandro Bondi in occasione della sua dipartita da Forza Italia.
Commossi ve la proponiamo:
Lacrime viaggianti
Scroto paonazzo
Proni ricordi
Servo partente
Signore silente
Babbucce solitarie
Gheisha salutante
mercoledì 23 aprile 2014
Dialoghi
Ausculto dialogo tra signore cinquantenni:
- ti piacciono le mie scarpe?
- belle! Tacco dodici? Come ci stai?
- malissimo! Ho un mal di piedi incredibile. Però sono belle vero?
- stupende! Devi sopportare il dolore. Vedrai che con il tempo ti faranno meno male!
Già la moda! "Bello" confuso con "estetico", "comodo" relegato nella soffitta polverosa che mal s'addice ai decreti dei signori della tendenza ai quali bene o male sottostiamo periodicamente, chi più chi meno, tutti.
E se decretassero ad esempio che per l'uomo portare due tagliole attaccate alle palle sia il must del momento, come si svolgerebbe il dialogo tra amici?
Più o meno così:
- ciaoo come stai?
- bene se non fosse per queste due tagliole! Sono di Fendi, ma mi fanno un male! Però son belle, vero?
- Si, si! Pensa che a me quelle di Cavalli mi hanno anche cambiato la voce! Sembro Topo Gigio!
- che vuoi farci! È la moda! E poi mi donano! Cosa usi quando torni a casa?
- mi cospargo i testicoli di babygella. E poi due etti di borotalco. E tu?
- io uso Prep a vagonate e mentolo. Mi hanno detto che se compri quelle di Armani non ti vengono i lividi. Che dici?
- boh! Non so. Proverò! Ciao!
Alialialiali!!
Se fra duecento anni qualche ricercatore volesse fotografare
con una parola la crisi morale di una nazione baciata dai mari, bella ma
sfigurata da una stirpe di ribaldi rimasta al potere per decine di lustri, tra
i quali alcuni ancora forse in vita con identità camuffate come ad esempio un
ex musicante su navi da crociera divenuto miliardario e puttaniere, indagato,
condannato, risorto innumerevoli volte e con una dozzina di mogli e fidanzate
che lo accudiscono a caro prezzo, lo studioso potrebbe riassumere lo sfracello
morale e repressivo in un unico ed onnicomprensivo termine: Alitalia.
Hangar oltre che di aerei di "amici degli amici degli
amici degli amici" di chiara matrice romanesca, deposito sconfinato di
sconcerie finanziarie, museo degli orrori di imprenditori solo di facciata,
veri Mister Hyde nella realtà vampiresca intenta a depredare risorse pubbliche
a fini e scopi di arricchimento privato, la società di bandiera dello stato
banderuola ha accumulato debiti forsennati aventi funzioni di accalappiatori di
voti, di consensi, di sottoboschi illegali.
Nel 2008 sarebbe finita dignitosamente in mani francesi se
non fosse stato per un omuncolo che al grido patriottico finto come i suoi
capelli, attraverso una manovra che se si perpetrasse durante una tranquilla
giocata al Monopoli, provocherebbe l'arresto degli ignari e festanti
partecipanti, ha fatto sparire debiti per quattro miliardi dentro una nuova
società finita sulla schiena statale, cioè nostra, per portare il poco di buono
rimasto, pur in stato vegetale, nelle mani di un signore che se nuotasse nelle
acque australiane di Fraser Island provocherebbe le ire ambientaliste a tutela
degli innumerevoli squali presenti per il loro rischio estinzione, in quanto spauriti pesciolini al cospetto
di tal Roberto Colaninno, un uomo abituato a razzie, vedi Telecom, con acquisti
di società il cui debito per l'acquisizione viene subito scaricato sulla stessa
e le cui azioni vengono gonfiate di prezzo al fine di "tonnare"
allocchi nazionali e le stesse, una volta acquistate dal popolino, vengono
rivendute dai nobili soci acquirenti che incassano a loro volta il guadagno,
scaricando costi e perdite sull'ignaro piccolo azionista che crede ancora che
il mondo borsistico non sia una Chigago anni '30.
Alitalia, dopo aver pagato oneri immensi ad amministratori
scaltri e senza scrupolo, dopo aver assunto personale in proporzioni indegne,
sino a pochi giorni fa credeva di aver trovato in Etihad il classico arabo
amante dei luccichii, degli addobbi, da sviare e confondere magari con
abbondante presenza gnoccosa per riottenere un viatico di qualche anno, al fine
di proseguire nello spendere e spandere contro ogni logica economica, all'ombra
appunto dei petrodollari benedetti.
Non è così: sfoltire di 3000 unità, immunità su perdite
precedenti e su eventuali contenziosi ma soprattutto ingresso dentro la società
che gestisce Fiumicino, di proprietà dei pecorari laniferi trevigiani, inoltre
nuova vitalità a Linate ed addio all'aeroporto di Varese, Malpensa.
Hai capito questi arabi! Mettono i soldi e vogliono anche
guadagnarci! E Lupetto Lupi già con le braghe calate al ginocchio che continua,
in una classica ottica ciellino-rilassante, a rassicurarci dicendoci che tutto
procede a gonfie vele... per Etihad!
Mi aspetto da un momento all'altro però l'arrivo del Grullo
in versione pilota che, con un panegirico "intortante" di qualche
ora, prometterà il saldo di tutto il debito di Aitalia in un mese, il suo
rilancio in due, e l'acquisto di Lufthansa in tre, il tutto tra gli applausi
sinceri degli arabi, molto amanti della commedia grottesca italica.
martedì 22 aprile 2014
La Sfida
Dietro ai 700 mq dell'abitazione del dott. Bertone, che è anche Cardinale, si annida una sfida di dimensioni ben più maggiori del vezzo di un povero ed anziano personaggio destinato alla pensione ed all'anonimato: la Sfida e l'organizzazione di coloro a cui Papa Francesco va di traverso.
Bertone raccoglie i sentimenti di coloro che in Vaticano non sopportano questa umanizzazione del Pontefice, la scomparsa dei privilegi legati alla carica paonazza, l'andare incontro agli ultimi, ai poveri, ai senza tetto del Papa venuto dalla fine del mondo.
Il sottobosco becero di chi vive la propria vita tra bisso e comodità, di chi chatta su linee gay, di chi adesca poveri giovani per baccanali omosessuali, di chi desidera il ritorno alla sacralità del Successore di Pietro, alla figura inavvicinabile del Vicario di Cristo.
La Sfida è stata lanciata e supportata dalle decine di siti ultra restauratori, ove si sogna la nebbia dell'incenso, la chiusura dell'ovile, la colpevolezza dell'errante, il marchio di fallito con conseguente condanna del peccatore.
Bertone ha lanciato il guanto della Sfida, il Pifferaio sulle note grondanti lusso estremo, agi inauditi, raggruppa i topi del sottosuolo cattolico per riportare a galla visioni ottocentesche, critiche conciliari, al fine di far riemergere pensieri obsoleti, vetusti, alimentando voglie di ritorno al potere di quel clero di Roma auspicante divaricazioni, scale sociali, diversità non solo di razza ma di condizione economica.
Attorno a quell'appartamento dieci volte più grande della dimora papale in Santa Marta, convergono i prìncipi della Roma nera, i monsignori con SUV e portafogli stragonfi, coloro che hanno trasformato il cattolicesimo in casta di appartenenza, di investiti di luce divina (a detta loro) e collezionisti di onorificenze, di intrallazzi e lucri, lontani anni luce dalla grotta di Betlemme e dal Golgota.
Papa Francesco con la preghiera e l'esempio, combatterà la buona battaglia, la giusta causa facendosi scudo esclusivamente con il Vangelo.
C'è solo da augurarsi che il Bene trionfi e che nasca al più presto in Vaticano un Consultorio per giovani mamme, di 700 metri quadri.
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