martedì 20 giugno 2017

Appunti


Vademecum per domenica 25 giugno 

-medita sulla parola Alternanza, pilastro della democrazia, callifugo ripulente le decennali incrostazioni frutto di un'inamovibilità da Guinness.

-medita su come si possano accumulare enormi debiti vendendo acqua.

-medita su come si possa fare un ospedale solo per abbattere quello già esistente al fine di distruggerne anche l'ultimo piano, costato circa tre milioni di euro e mai messo in funzione perché non strutturalmente a norma.

-medita sul rifacimento di piazza Dondolo (ex Europa) andando a vedere le strane ed eccentriche posture di coloro che vi si siedono, non essendo cestisti.

-medita sul rifacimento di piazza Autan e sulla più alta concentrazione di zanzare italiana, sfanculante l'Oltrepò Pavese.

-medita su come viva e vegeti alle tue spalle un'intellighenzia snobista benpensante, appoggiatasi in questi lustri all'immarcescibile potere locale, divenuta faro per chi nella vita non ha fatto mai un cazzo, se non puppare fingendosi compartecipe delle disparità sociali.

-medita su come sei riuscito a vivere così a lungo senza impazzire nel regno del Consociativismo Perfetto, dove il potere locale è stato di proprietà della simil sinistra ed il borsellino posizionato saldamente nelle mani dell'altra sponda, per un'intesa perfetta travalicante ideali e decoro.

-medita e vai al mare (come ai tempi del referendum sulle trivelle) lasciando che i consociativisti seppelliscano i consociativisti.

Dixit


"Il Partito Democratico voterà NO perché vuole lo stadio della Roma; sembrerà una contraddizione, ma non lo è perché questa delibera purtroppo bloccherà la procedura."
(Giulio Pelonzi - consigliere PD Comune di Roma)

P.S. Alle prossime elezioni NON voterò il Bomba perché lo vorrei di nuovo sulla tolda!

lunedì 19 giugno 2017

Alla Carta!


La normalità è la consigliera più cattiva, l'abitudine inficia il sano ragionamento, scoraggia i fuori dalle righe a dir la loro, per il bene del giusto. 
Perché dico ciò? 

Andate su questo link: Ristorante di Bottura

Stiamo parlando dell'Osteria Francescana dello chef stellato Massimo Bottura, che ha vinto lo scorso anno il titolo di miglior ristorante al mondo. 
Premetto che non infarcirò il post di sdolcinature populistiche. Scorrendo il menù di Bottura deduco che se scelgo il menù degustazione a 9 portate pagherò 220+130 di vini per un totale di 350 euro.
Se scelgo il menù completo 420 euro.
Se vado a la carte vedo antipasti a 60 euro, un primo risotto con caviale a 90 euro, i secondi a 80 euro ed i dolci a 30 euro.

Che dire? D'accordo che sei in uno dei migliori ristoranti del globo, d'accordo tutto. Ma il fatto che per mangiare lì devi sborsare queste cifre, dona al tutto per l'ennesima volta, un esotico e particolarissimo senso di dabbenaggine. Abbiamo assimilato il concetto, simile alla moda, che il bello non deve contenere sensi di onestà intellettuale. Siamo caduti nelle mani di predoni, predoni stellati.
Come fa un primo piatto a costare 90 euro? 
Come è possibile? Perché nessuno osa criticare? 
Se cercate di prenotarvi, io l'ho fatto, l'attesa supera i tre mesi!!! Vuole dire che nei prossimi 90 giorni lo chef Bottura avrà il locale stracolmo! 
Si d'accordo! L'arte, la fragranza, l'originalità, la libertà di andarvici. Tutte cazzate, a mio parere al confronto del sublimale inserito in cervice, spazzante l'ovvietà di dire un vaffanculo a tre stelle! 
I limiti sono crollati, il decoro pure. I medi innalzano questi chef nell'olimpo. Per noi che restiamo in questo brodo di giuggiole, insapore, non resta che accondiscendere senza a questa farsa rimbambente, a questi piatti quasi vuoti proponenti si bellezze papillari, che però necessitano denari in quantità smisurata rispetto al valore intrinseco. 
Se però paghiamo centinaia di euro jeans strappati, forse è inutile protestare. Non resta che sedersi al desco, scientemente apparecchiato e sviante psiche ed amor proprio.  

Trambusto


E ora che Lassù è arrivato anche Stephen Furst, che ne sarà della pace, dell'ordine celestiale? Buon viaggio Sogliola!

 

sabato 17 giugno 2017

Articolo


sabato 17/06/2017
Salvini brutto, B. bello
di Marco Travaglio
Avevamo deciso di catalogare la polemica sul presunto incontro Casaleggio-Salvini nell’ampio file “Chissenefrega”, visto che quasi tutti i politici parlano con quasi tutti e che molti giornali raccontano un sacco di balle (si attendono ancora le scuse di Repubblica a Di Maio per il famoso messaggio tagliuzzato dalla sua chat con la Raggi). Poi però abbiamo notato che la decisiva questione continua ad appassionare chi non ha di meglio da fare e l’altra notte ne discutevano impettite su Rainews24 Claudia Fusani della fu Unità e una giornalista del “servizio pubblico”. Venivano trasmessi una videodichiarazione a Rainews24 del direttore di Repubblica Mario Calabresi, che confermava il tête-à-tête Casaleggio-Salvini in base a “due fonti” che – com’è giusto – non rivelava; e un videomessaggio su Facebook di Davide Casaleggio, che giurava di non aver mai parlato col leader leghista in vita sua e sfidava il direttore di Repubblica a precisare il luogo, il giorno e l’ora del presunto incontro (dettagli che non è difficile chiedere alle fonti, senza svelarne l’identità), così da poter dimostrare dov’era e che faceva in quel mentre. La Fusani sosteneva che: non c’è motivo per dubitare di Repubblica (da cui fu allontanata per i suoi legami col Sisde); è molto più credibile un direttore che parla a Rainews24 che un Casaleggio che parla su Facebook; e i 5Stelle non possono credere a De Bortoli sulla telefonata della Boschi a Ghizzoni di Unicredit per salvare banca Etruria e smentire Repubblica sul summit Casaleggio-Salvini.
Se la memoria non ci inganna, un mese fa la Fusani andava per tv a intimare a De Bortoli di esibire le prove della telefonata Ghizzoni-Boschi, mentre di Repubblica si fida sulla parola: affari suoi. Ma, per quanti sforzi facciano lei e gli altri avvocati d’ufficio del Pd, i due casi non sono paragonabili. La telefonata Boschi-Ghizzoni è stata smentita solo dalla Boschi, ma non da Ghizzoni. Il quale non solo non l’ha negata, ma ha detto che i banchieri sono abituati alle telefonate dei ministri e che (essendo vincolato da un patto di riservatezza con la sua ex banca) potrà parlare della faccenda (che dunque esiste, sennò di che parlerebbe?) solo a un magistrato (o a una commissione parlamentare con poteri giudiziari). Cosa che potrebbe accadere solo se la Boschi querelasse De Bortoli, come ha promesso di fare e non ha fatto (intanto la strombazzatissima commissione d’inchiesta sulle banche langue sul binario morto). Nel presunto caso Casaleggio-Salvini, invece, entrambi i protagonisti smentiscono categoricamente di essersi mai visti né sentiti.
E Casaleggio e Di Maio annunciano querela (anche se, di per sé, non c’è nulla di diffamatorio nel fatto attribuito a Casaleggio, vero o falso che sia). Quindi potrebbero mentire sia Repubblica, sia Casaleggio e Salvini. Ciascuno, in mancanza di prove e in presenza di sole smentite, è libero di credere a chi vuole. Noi, al momento, pensiamo che l’incontro non ci sia stato: Casaleggio è tipo ancor più prudente e riservato di suo padre, a malapena dice buonasera a chi conosce, e ben difficilmente fa vertici clandestini con leader sconosciuti; per prendere accordi sulla legge elettorale, gli bastavano e avanzavano Di Maio e Toninelli; e soprattutto incontrare un chiacchierone come Salvini, che col M5S cerca contatti e alleanze da anni (invano), vorrebbe dire mettersi nelle sue mani, visto che sarebbe stato l’unico interessato a divulgare la notizia, diversamente dal leader di un Movimento che fa della trasparenza e delle non-alleanze le sue bandiere.
Chi non ha l’anello al naso capisce bene a che servono le continue voci sulle prossime nozze Lega-M5S: a intaccare la trasversalità dei grillini, che finora pescano voti dappertutto perché non fanno accordi con nessuno (salvo su singoli provvedimenti in Parlamento: testamento biologico, legge elettorale “tedesca”, giudici della Consulta e membri laici del Csm). Ora, in aggiunta, si crea un alone di mistero e di scandalo su “Casaleggio che incontra Salvini” (sottinteso: “ma solo perché Hitler è morto”). Ora, tutti sanno quanto siamo vicini a Salvini (che infatti ci querela un giorno sì e l’altro pure). Ma non siamo affatto certi che nessuno sia peggiore di lui. Un nome a caso: Silvio B., il pregiudicato pluriprescritto. L’uomo delle leggi vergogna e dei conflitti d’interessi che hanno devastato l’Italia per quasi 20 anni. L’uomo che pagò Cosa Nostra per quasi 30 anni. L’uomo che sedeva fra Previti e Dell’Utri. L’uomo che tuttoggi riceve messaggi cifrati da Giuseppe Graviano. Bene, quest’uomo nel 2013 fu ricevuto al Quirinale dal bispresidente Giorgio Napolitano per entrare nel governo di Enrico Letta. E il 18 gennaio 2014 incontrò al Nazareno, sede del Pd, Matteo Renzi per scrivere con lui la legge elettorale, la riforma costituzionale e chissà cos’altro (“profonda sintonia”, disse Renzi all’uscita); dopodiché lo rivide altre 12 volte in un anno. E di recente l’ha risentito per l’ennesima legge elettorale e, tramite Gianni Letta, per il nuovo dg Rai Mario Orfeo. In che senso Salvini sarebbe infrequentabile e B. no? E perché (non) incontrare Salvini sarebbe più scandaloso che votare con Salvini e B. i voucher-truffa, dopo aver finto di abolirli per mandare in fumo i referendum, 3,3 milioni di firme e alla Costituzione?
Ah, dimenticavo: l’altroieri a Otto e mezzo, mentre smentiva la notizia di Repubblica, Salvini ne ha data una fresca fresca: “Con Casaleggio non ho mai parlato, ma con Renzi sì”. Abbiamo atteso la smentita e la querela di Renzi e cercato la notizia su Repubblica: invano. A quando una bella prima pagina sul “patto occulto Renzi-Salvini” e la “doppia morale” del Pd? Attendiamo a pie’ fermo.

Per fortuna non siamo calciatori


Il mondo del pallone è la sintesi di quanto sta accadendo in quest'epoca oramai quasi totalmente devota al fruscio del soldo. 
Prendete ad esempio il giovanissimo Gigio Donnarumma: diciotto anni, fino ad oggi prendeva 150mila euro all'anno. Briciole nel calcio. Quisquilie, brezze leggere. Durante quest'anno di esplosione atletica, questo fenomeno ha addirittura baciato la maglia della sua, e mia, squadra, il Milan, promettendo fedeltà, amore, devozione ai colori sociali. Ma si è scelto come procuratore l'antitesi a tutto ciò, il balenottero Raiola, tanto avido quanto lardoso. Il Milan ha offerto il rinnovo di contratto portandolo a 4,5 milioni all'anno, cinque con bonus e premi. 
Cinque milioni di euro per un diciottenne! 416mila euro al mese! Eppure questo poveretto, questo figlio di una becera e vuota cultura degenerante ha rifiutato, perché Raiola ha in mente per lui altri progetti che riempiano ulteriormente le sue tasche. 
Uno scempio, nauseante, infangante tutti coloro che si alzano presto per un piatto di lenticchie, che per una mensilità di Gigio dovranno lavorare tutta una vita. 
E sono sorte, immediatamente le satire sul web: 



Te lo meriti, ex giovane bandiera, te lo meriti!

Ma c'è un altro avvenimento molto più nauseante arrivato da quel mondo di diversamente pensanti:



No, questa donna non è un islamica in burqa. E' la neo signora Belotti, moglie del calciatore soprannominato il Gallo, attaccante del Torino, convolata ieri a Palermo. 
E' uscita così dalla chiesa perché le foto del matrimonio sono state vendute ad un settimanale per una cifra non ancora rivelata. 
Ci rendiamo conto della bassezza, dell'inconsistenza intellettiva di questi signori, e signore, del Calcio? 
Per qualche euro in più esci dal tuo matrimonio ridotta in questo stato per ossequiare un contratto, come se non avessi già da star bene per altre cento vite! 
Nauseante, di una rozzezza unica. 
Non c'è nessuna invidia nel vedere certe scene di una volgarità da lasciar basiti i normodotati. 
C'è solo da ringraziare il fato di non essere ridotti in questi modi. Ed avere tanta compassione nei loro confronti.


In onore



Rendo omaggio, nel dolore, a questi amici mai conosciuti che sono morti carbonizzati a Londra nella Grenfell Tower. Gloria Trevisan e Marco Gottardi assassinati assieme ad un altro centinaio di persone per futili ed inverecondi motivi commerciali. Gli spietati esseri alieni fagocitanti risorse, deridenti norme di sicurezza in nome del lucro, chiamati anche palazzinari, proprietari di immobili come cloache, affittano appartamenti a prezzi stridenti la morale, senza nessuno scrupolo riguardo alle elementari leggi richiedenti misure preservanti l'essere umano, purtroppo costose. Filtra l'agghiacciante notizia che i pannelli esterni proteggenti dal freddo è posizionati attorno al grattacielo, sarebbero costati solo 6000 euro in più in tipologia ignifuga. Invece per risparmiare gli hanno scelti di plastica, scatenando l'effetto camino creante la torcia assassina! 
Quindi sono morti per lucro questi martiri in nome del progresso svilente la vita ed innalzante pochi orchi. 
Gloria ha telefonato alla mamma, dapprima per rassicurarla. Alla fine per ringraziarla, per assicurarle la protezione dal cielo, prossimo ad arrivare come le fiamme dell'incendio che ha distrutto il grattacielo per meno abbienti, circondato da ville e rioni esclusivi, tra cui quello dei principi ereditari. 
Ma c'è dell'altro: i due fidanzatini pur essendo laureati a pieni voti, sono volati a Londra perché in quest'Italia avevano ricevuto solo offerte indegne da 400 euro circa. 
Può essere che in fondo l'esperienza londinese gli avrebbe attratti lo stesso anche in presenza di un lavoro in patria dignitoso. È certo però che molti se ne andarono e se ne vanno perché da noi chi dovrebbe andare in pensione continua invece a rompere i coglioni con contratti di consulenza e che il problema della mancanza di lavoro giovanile viene trattato da questa politica da rottamare ma mai rottamata, alla stregua della segnaletica stradale. Si parla molto di scissioni, di elezioni, di supercazzole ma non c'è cuore, intelligenza e soprattutto voglia di risolvere questi nefasti problemi, svergognanti questa società per inamovibili, avidi e senza scrupolo. 

Un abbraccio Gloria e Marco. Siamo nel dolore per voi e per tutti coloro che sono stati uccisi non dalla fatalità, ma dagli orchi che sempre in maggior numero, pullulano attorno a noi. Riposate in pace!