venerdì 20 settembre 2024

Vergogna!




Il PD! Il PD!!!


Lo fanno strano 

di Marco Travaglio 

Massimo Fini ha un bel dire che devo scrivere editoriali più seri. Io ci provo, lo giuro. Ma poi leggo che alla Camera, per attestare oltre ogni ragionevole dubbio l’onestà di Ottaviano Del Turco, condannato a 3 anni e 11 mesi per induzione indebita, cioè per aver estorto 850 mila euro di tangenti sulla sanità pubblica al re delle cliniche private in Abruzzo, il Pd ha fatto parlare Piero Chanel Fassino, sotto processo per alcuni tentati furti di profumi al duty free di Fiumicino: un classico caso di confusione tra fragranza e flagranza. Poi il Pd dice peste e corna della commissione Von der Leyen-2 e in particolare a Fitto: quindi è un Sì a entrambi. Poi FdI, Pd e FI votano No al paragrafo 8 della risoluzione del Parlamento Europeo che “invita gli Stati membri a revocare immediatamente le restrizioni sull’uso delle armi occidentali consegnate all’Ucraina contro obiettivi militari legittimi sul territorio russo”. Quindi subito dopo votano Sì alla risoluzione complessiva contenente il paragrafo 8 a cui hanno appena detto No. “Lo famo strano”: sono contrari, ma favorevoli.
La Minzion d’Onore la merita ancora una volta il Pd: la Schlein aveva dato indicazione di opporsi alla dichiarazione di guerra alla Russia, infatti i suoi 21 sono riusciti ad approvarla in otto modi diversi. 1) La Picierno e la Gualmini votano Sì sia al paragrafo 8 sia alla risoluzione. 2) Benifei, Corrado, Decaro, Laureti, Ricci, Ruotolo, Zan e Zingaretti votano No al paragrafo e Sì alla risoluzione. 3) La Strada vota No al paragrafo e si astiene sulla risoluzione. 4) La Annunziata si astiene sul paragrafo e vota Sì alla risoluzione, poi rettifica a verbale la sua astensione precisando la sua contrarietà al paragrafo, ma non alla risoluzione che lo contiene. 5) Gori resta a Bergamo, ma fa sapere che, se fosse lì, voterebbe Sì al paragrafo e alla risoluzione. 6) Nardella non c’è. 7) Tarquinio non vota per “ragioni tecniche” sul paragrafo, ma è per il No, poi però si astiene alla risoluzione. 😎 Bonaccini, Lupo, Maran, Moretti, Tinagli e Topo non partecipano al voto sul paragrafo togliendo la scheda dalla fessura, ma la rimettono per votare Sì alla risoluzione. Otto sfumature di Sì. Qualcuno, per differenziarsi meglio dagli altri con un surplus di originalità, aveva pensato di votare reggendosi su un piede solo, o camminare sulle mani e infilare la scheda con l’alluce destro, o incrociare le dita dietro la schiena e votare con la punta del naso, o indossando un berretto a sonagli o uno scolapasta, o imbracciando un fucile a tappo, o soffiando in una lingua di Menelik. Ma poi ha lasciato perdere, temendo di far troppo sfigurare l’ordinaria monotonia di 5 Stelle, Lega e Avs che, essendo contrari al paragrafo e alla risoluzione, hanno prosaicamente votato No all’uno e all’altra. Banali.

giovedì 19 settembre 2024

Minkia!



Un po’ restio ad entrare. Anche perché se chiedi il menu ti rispondono “non saccio nulla!”

Contro il Fondatore


Il Conte del Grillo

di Marco Travaglio 

La guerra dei due Giuseppe, oltreché dannosa per i 5Stelle e noiosa per gli altri, è anche inutile. Sarebbe interessante se leader e garante avessero due progetti politici diversi. Ma qui si vede solo quello di Conte: rifondare il M5S dal basso con un’assemblea costituente dopo l’eurobatosta seguita a due buone esperienze di governo (Conte-1 e Conte-2) e a una pessima (Draghi). E rimettere tutto in discussione, dando l’ultima parola a iscritti e non, anche minorenni, anziché ai soliti caminetti. Quello di Grillo qual è? Tra un post e una Pec, nessuno l’ha capito. Cita princìpi irrinunciabili e immodificabili – nome, simbolo e due mandati – che però sono già stati più volte modificati da lui o con lui, quindi sono rinunciabili. Pare (ma questo lo dice la fida Raggi, al terzo mandato ma disponibile al quarto) che non voglia alleanze, ma nella scorsa legislatura avallò quelle con la Lega e col Pd. E meno male, sennò avrebbe buttato nel cesso il 33%. E, nelle elezioni anticipate dopo lo stallo del 2018 o la crisi del Papeete 2019, Salvini avrebbe avuto i pieni poteri. Niente Reddito, dl Dignità, Spazzacorrotti, voto di scambio, taglio di vitalizi e parlamentari, Bonus 110, manette agli evasori e le altre riforme che costituiscono la vera identità dei 5Stelle (non i loghi e le regolette interne). Grillo impose pure l’alleanza con FI, Lega, Iv, Azione e Pd nel governo Draghi e condannò a morte i 5S, anche se poi Conte – chiamato da lui – li resuscitò nel 2022.
Ora non c’è un solo punto di programma che lo divida da Conte. Quindi nessuno capisce cosa voglia, salvo dimostrare che comanda ancora lui: il che, oltre a contraddire l’“uno vale uno”, avviene a colpi di Pec, diffide legali, avvocati e carte bollate da azzeccagarbugli. Una spettacolare inversione di ruoli che trasforma Grillo in un leguleio alla Conte e Conte in un attivista della democrazia partecipata alla Grillo. Eppoi non comandava neppure quando poteva: i 5S li affidò prima a Casaleggio, poi al direttorio a cinque, infine a un leader unico (Di Maio e Conte), perché l’ha sempre detto di non esser fatto per la routine politica. Prende 300 mila euro l’anno per comunicare e non comunica nulla, se non qualche goccia di veleno ogni tanto contro chi lo stipendia. In campagna elettorale non si fa vedere, anzi non va proprio a votare. I parlamentari, se non vanno ai suoi spettacoli, non lo conoscono e lui non conosce loro. Quando condusse la sciagurata trattativa con Draghi, accanto al reggente Crimi e ai capigruppo Crippa e Licheri, presentò quest’ultimo come il generale Costa. E il malcapitato non spiccicò parola per evitargli un’epica figuraccia con il Migliore. A proposito: ma non è che ultimamente Grillo ha risentito Draghi? Così almeno tutto ciò che è insensato acquisterebbe un senso.

mercoledì 18 settembre 2024

Cerveza!



In questo bar di Zamora ho chiesto uno Spritz e mi hanno guardato come si guarda un alieno che chiede un rotore xx234kt per il suo disco in panne. Conclusione: sono stati anche restii a darmi una sangria, rivelatosi poi una spuma al ginger. La stragrande maggioranza degli astanti beve birra ops! Cerveza. E alle 21:30 la degustano prima di cena… tanto al mattino ci si alza tardi. Vamos!

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