venerdì 24 giugno 2016

News


Da notizie non confermate pare che l'onda sismica di ieri non abbia fatto danni perché, attraversando la città ed arrivando in piazza Verdi abbia bofonchiato "Ah! Qui ci sono già stata!"

Sarò desto?



Par di sognare! Cercavo quello simile di Alemanno ma non l'ho più trovato. Mi ricordo che allora il fascio sindaco quando s'affacciò al famoso balconcino aveva anche lui gli occhi inumiditi ma per altri motivi: "quanto mi dai per quella colonna? E per quel bassorilievo?"

Cliccate qui sotto e gustatevi la presentazione dell'ufficio! 

L'incontro



Sembrava fuori luogo come la sua presenza, inconcepibile fino a pochi mesi fa. Eppure la sindaca di Roma Virginia Raggi ha affrontato la prova con un'eleganza atipica, con una silenziosità nel portamento abbacinante. Ha espletato i riti dell'insediamento con quella fragranza tipica dei neofiti. Ha incontrato autorità, ha sostato davanti al Milite Ignoto, alle Fosse Ardeatine con serietà e voglia di ritornare a dar lustro alla storia della capitale, offuscata da anni di brigantaggi inauditi. 

Il potere e i suoi araldi, scocciato, l'ha dovuta sopportare, con quelle analisi e quella minuziosità tipiche di chi, temendo che la festa sia finita, scruta movimenti oculari, per carpire segreti, minuzie atte a sferrare l'attacco eliminante l'intrusa al grande banchetto romano apparecchiato da decenni. 
E quando la sindaca si è trovata al Laterano, per una cerimonia religiosa invocante non si sa quale divinità protettrice coloro che abusano delle proprie funzioni delegate dal popolo sovrano per i porci comodi castali, c'è stato l'incontro con la Femme Fatale, la sceneggiatrice costituzionale pro obbrobrio, la custode del graal del sacro potere finanziario, la paladina del sistema bancario inchiappettante molti per la gioia di pochi, lei, l'Altera Mnemonica, la saccente del nulla, la continuatrice dell'insana commedia da sempre applaudita da troppi che, fingendo di stare dalla parte di molti, abbacina la moltitudine di babbei in pectore per scopi utilitaristici della stantia ed immarcescibile casta: Maria Elena di tutti loro è passata davanti alla sindaca di tutti noi, ignorandola, con quell'alterigia alla Re Sole propria di coloro che si credono eterni e prescelti divinamente. 




La sindaca non ha esternato nulla, rimanendo glaciale all'affronto, dando l'impressione di essere quasi imbucata alla cerimonia dove tutti si baciavano sorridenti, già protesi alla prossima corrida pro loro. 
Alla fine, per non attirare altre noie popolari, la ministra dea si è degnata di porgere la regale mano per un saluto più freddo e glaciale della temperatura in cervice della ministra Madia. 
Un saluto irriverente, quasi comunicante il "che ci fai qui?" per l'abbandono dell'odiato. 
La storia racconterà un giorno se questo momento verrà ricordato come il punto focale per una straordinaria pulizia istituzionale, un ritorno sulla terra di questi potenti adulati e facenti funzioni al servizio dell'Egoismo universale. 

Virginia buon lavoro e non ti curar di loro!

Ops!



giovedì 23 giugno 2016

Dimenticanza


In effetti si evince un'anomalia: Nostra Signora dell'Equità Laura Boldrini, colei che addirittura vorrebbe rivedere, l'ho sentita con le mie orecchie,la toponomastica delle città in quanto sovrabbondantemente intitolate a maschi e solo in minima parte a donne, questa Presidente della Camera che dall'alto del suo scranno, e dei 240mila euroni annui, pontifica con ardore e passione inusuali, che s'impegna nel sociale, combattendo ammirevolmente disparità pur essendo pregna di privilegi, si sarebbe dimenticata di elogiare l'elezione delle due splendide ragazze a sindaco di Torino e Roma. Nessuna dichiarazione, nessun commento. Strano vero? 
Spero solo che sua Soavità sia così indaffarata a riportare nell'umano stipendi di barbieri e commessi, da noi pagati quanto un presidente americano, da essersi sbadatamente dimenticata di inviare rallegramenti alle due donne impegnate in questa titanica prova. 
Giammai potrei pensare che, essendo le due sindache di natura grillina, questo silenzio sia frutto di una specie di ritorsione nei confronti del movimento che, se potesse numericamente, ridurrebbe stipendi ed appannaggi non solo ai deputati e ai lacchè, ma pure a lei. Giammai.

martedì 21 giugno 2016

Potrebbe succedere. A volte succede


Savona chiama ed avverte! Mai avrei pensato che un giorno, oggi, avrei avuto comunanza di idee con il governatore Toti, che parla di "Liberazione", un termine usato, ed abusato, ad esclusiva proprietà di una sinistra, scomparsa. Se guardiamo al nazionale, notiamo che il partito che pretende l'eredità storica del PCI, vince in quartieri una volta abitati (così dicevano) da epuloni gelosi dei privilegi ereditati o conquistati calpestando diritti, vedasi Parioli. 
Se volgiamo lo sguardo alla regione sentiamo, anche da lontano, chiacchiericci e faide di stampo piddine per l'insana arsura di prevalenza correntizia su altre, di posti al sole immeritati, di confabulazione fine a se stessa e ad uso e consumo della gestione di un potere che appartiene, così recita la Carta tanto obsoleta per questi fagocitanti, al popolo.
Savona che perde questo "smacchiato" rosso dopo 20 anni, fa ben sperare chi vorrebbe veder cadere il monolite spezzino, inamovibile, ebbro di sé, altezzoso e pregno di quella boria tipica di chi si crede indispensabile e di "tutti noi."
Vederli andare a casa nel prossimo marzo, sarebbe occasione di pulizia rinfrescante, di ripartenza dopo questa eterna staticità pericolosa, dove lavorano sempre i soliti amici cooperanti, dove si gestiscono rinnovamenti architettonici con pressappochismo e superficialità inusuali. 
Unico problema che sorgerebbe, in caso di caduta elettorale, sarebbe l'inserimento nel mondo lavorativo di questa casta colorata con Ral tendente al rosa flaccido; gente che ha sempre vissuto in stanze, che dovrebbero appartenere a tutti, rendendole proprie, credendosi investita divinamente, per l'amara "teoria del prescelto". Purtroppo per loro i posti di un tempo, temperaranti matite, sono finiti, vedi Acam degli anni 90. Nessuno di loro avverte il pericolo, tanto sono immersi in questo snobismo borghese. Anzi: a vedere ciò che accade anche oggi, con questo agire senza storia né filo conduttore, è tanta la pienezza di sé da non farli minimamente dubitare su altri anni di gloria e privilegi, naturalmente per loro. 
Anche Savona, per le loro sinapsi bloccate, parrebbe lontana.
Tanto lontana.