mercoledì 29 aprile 2026

Degrado


 

Per avere idea del degrado nazionale, ieri mentre leggevo delle imprese eroiche dell’igienista dentale assurta a consigliere regionale della Lombardia per volontà del magnate a cui è stato intitolato l’aeroporto di Malpensa - tanto per parlare di degrado - mi sono passate sotto gli occhi le intercettazioni, al tempo delle cene eleganti, della stessa persona, a meno che non si tratti di omonimia, che attualmente è vice presidente del Senato, Licia Ronzulli. D’accordo che è sempre meglio lei del fascista titolare, ma in questo paese la memoria è corta, cortissima! 

Riporto una parte di un articolo di Repubblica del 2011: 

Come racconta in un interrogatorio Barbara Montereale, la Ronzulli si dava da fare ed a Villa Certosa aveva il compito di "smistare" le giovani ospiti del presidente nei bungalow di Villa Certosa in Sardegna. Era lei a organizzare gli spostamenti aerei. Il cinque gennaio del 2009, per esempio, Tarantini sta organizzando una spedizione in Sardegna nella villa del Cavaliere. "Siamo io, Linda (Santaguida), Belen, la sorella, l'amica di Belen, Chiara quella ragazza di Modena che dice che lei conosce e una mia amica di Milano (...) vuole che mi metto d'accordo con Marinella?". Berlusconi risponde: "No, dovresti accordarti con la dottoressa Ronzulli". 

Questo è il nostro paese: memoria corta, riabilitazione immediata di casta oltraggiante la decenza. Non possiamo lamentarci di nulla. Solo sperare nel meteorite!


L'Amaca

 

Meglio buonisti che idioti

di Michele Serra

I titoli sulla guerra nel Golfo e l'invasione del Libano sono sempre più piccoli, l'ansia lascia il posto all'abitudine, si parla più del prezzo della benzina e del gasolio che dei profughi libanesi e dell'opposizione iraniana – le principali vittime sacrificali di questa pessima sceneggiatura.

Un poco accade perché "la vita continua", come l'umanità si ripete da millenni subito dopo avere seppellito i morti e rimosso le macerie – e come biasimarla: si dovrà pure vivere. Un poco, anzi molto, accade perché lo stato di guerra tende (aspira) a diventare permanente: non uno scandalo, non un'eccezione, ma la regola del mondo. L'arbitraria vaghezza delle scadenze di Trump – la guerra finirà quando me lo sentirò: non è la frase di un pazzo, è la frase di un tiranno – è il nuovo orologio, senza lancette, che regola il destino di moltitudini impotenti.

C'è chi ci sguazza: quelli come Hegseth, il capo del Pentagono convinto di essere un crociato (deve essere caduto da bambino in un film di cappa e spada) nuotano in questo mare con familiarità, non sognavano altro, non potevano sperare in niente di più favorevole ai loro tatuaggi tribali. Guerre permanenti, non dichiarate, guerre come prassi, come normalità, la consegna e il consumo delle bombe tale quale il rifornimento dei negozi di abbigliamento o di ortofrutta, qualcuno dovrà pure farlo se gli scaffali sono vuoti.

Sarà buonista, il pacifismo, ma è meno idiota e distruttivo e dilapidatore della guerra. È più conveniente, proviamo a dirla così: la pace è più conveniente della guerra, chissà che i conti in tasca, almeno quelli, riescano a pesare, nelle scelte dei potenti, più delle bare, delle case distrutte con i bambini dentro.

Robecchi

 

Giustizia. Teniamoci stretto Nordio, che se la gioca con Willy il Coyote


di Alessandro Robecchi 

In una di quelle belle commedie antiche alla Billy Wilder, il ministro Nordio è quello che si appoggia per sbaglio sul pulsante della bomba atomica, o che taglia la secolare sequoia accanto alla casa, convinto che cadrà dalla parte giusta. Questo delizioso miscuglio tra Willy il Coyote e il Peter Sellers di Hollywood Party ce lo rende in qualche modo simpatico (senza esagerare). Il caso Minetti segue il caso Almasri, segue il caso dell’abuso d’ufficio – reato grave per l’Europa e che noi abbiamo abolito – senza contare gli autogol da metà campo in occasione del referendum. L’ultima uscita da fuoriclasse, quella sulla modica quantità di mazzette, rivela il talento e l’imprevedibilità del vero campione, senza contare il tempismo nell’intervento. Insomma, “Cazzo, speriamo che giochi Nordio!”, di solito lo dice l’allenatore della squadra avversaria.

Ma per citare Trapattoni (o era Hegel?), “Non parlo dei singoli”, quindi lasciamo stare per un istante le performance del nostro eroe e guardiamo il disegno complessivo, la strategia della squadra. Tutto ciò che la destra ha fatto sulla Giustizia in questi anni di governo è stato molto semplice: repressione per gli strati bassi della popolazione (sempre più difficile da definire: popolo? Gente comune? Povera gente, brechtianamente? Oppure semplicemente i cittadini comuni); e ampliamento e fortificazione dei privilegi per gli strati alti della popolazione (anche qui è un casino coi nomi: colletti bianchi? Élite? Ricchi & potenti?). Molte norme dei decreti Sicurezza sono semplicemente una compressione dei diritti dei cittadini, spesso dei cittadini che protestano, mentre molte norme che riguardano la classe dirigente si fanno lasche e perdoniste. Dall’abolizione dell’abuso d’ufficio alla recentissima legge Foti, un attacco diretto alla Corte dei Conti, quella che permette agli amministratori infedeli di pagare soltanto il 30 per cento del danno erariale causato (traduco in italiano: fai danni per 100 e se ti beccano paghi 30), è una specie di baccanale della “casta”. La celebrazione della “mazzetta leggera”, poi, declamata in Parlamento, sbaraglia ogni dubbio, il disegno generale è chiaro e sembra scritto dal Marchese del Grillo.

Ma questi sono articoli di codice, a cui bisogna aggiungere l’umore e la percezione che la gente comune ha della giustizia in Italia, il sentiment della popolazione, come si dice oggi. In generale, la sensazione è che se hai potere hai tutte possibilità di farla franca rispetto a uno che potere non ne ha: l’elenco di funzionari infedeli in qualche modo promossi e tutelati in altre cariche e in altri contesti di comando è praticamente infinito. E la stessa cosa riguarda i soldi, ovviamente: quante volte abbiamo visto evasori patteggiare col fisco ottenendo strabilianti sconti (e peggio! Salutati come contribuenti-eroi dopo aver pagato metà, o un quarto del dovuto).

Anche al di là di tutto quello che questo giornale ha rivelato sul caso Minetti e che oggi mette nei guai il nostro eroe Nordio, resta il fatto che i condannati in difficoltà con la famiglia, in situazioni di estremo disagio, in condizioni tragiche, saranno migliaia, e guarda un po’ il ministero della Giustizia prepara un dossier umanitario su una Vip che frequenta il jet set dorato tra yacht, mega-alberghi e tenute misteriose in Sudamerica per milionari in cerca di figa. Mah, sarà un caso. Comunque date retta, uno come Nordio, un simile fromboliere dell’autogol, me lo terrei stretto. Dico alle opposizioni, naturalmente.

Premonizione

 




Boooom!!!

 

Berluswashing 


di Marco Travaglio 

Come i fantasmi dei morti insepolti che tirano per i piedi i vivi, il berlusconismo senza B. continua a inquinare quel che resta della democrazia italiana che non s’è mai decisa a dargli la degna sepoltura nelle fogne della storia. Ora vorrebbero farci credere che il salvataggio della Minetti – un obbrobrio di per sé, anche prima che il Fatto scoprisse i legami con Epstein, i bunga-bunga in Uruguay e l’operzione di kid watching sul povero orfanello con entrambi genitori – è tutta colpa di Nordio, anzi della Bartolozzi (la capra espiatoria perfetta). E che il Quirinale, da tutti lodato per il nobile gesto umanitario, ora che la grazia gli si ritorce contro in disgrazia non c’entri più niente. Ma Mattarella presenziò ai funerali di Stato di B. pregiudicato e finanziatore della mafia (tre giorni di lutto nazionale); promosse Cavaliere del lavoro la figlia Marina per l’eroico merito di aver ereditato un impero fondato su vari crimini; non ha avuto scrupoli a graziare l’igienista dentale berlusconiana condannata per lenocinio e peculato senza che avesse scontato un giorno di pena; non s’è chiesto come si potesse affidare un bambino a una tizia che faceva orge con minorenni chez B.; e ha pure nascosto il suo atto anziché annunciarlo con la canonica nota ufficiale. Forse si vergognava un po’? E di che?

Sono mesi che il lato oscuro del potere lavora al berluswashing per spacciare il peggio del centrodestra – cioè FI – per la sua parte “buona”, nella speranza di traslocarlo nell’altro campo in salsa salisiana per l’ennesima ammucchiata tipo Draghi e sottrarre le prossime elezioni a leader incontrollabili come Conte e Schlein. Purtroppo la magistratura, che non si è riusciti ad addomesticare col referendum, continua implacabilmente a rammentarci cosa era il berlusconismo: il 27 maggio riparte il processo Ruby-ter, seguito da quello a Dell’Utri per le ricompense milionarie di B. al suo silenzio su mafia e stragi (altro che le favolette dell’Antimafia su Mafia & appalti). Poi, certo, c’è Nordio che perora la causa della semi-nuora dell’amico di spritz Arrigo Cipriani e chiede accertamenti ai magistrati, chissà come mai, solo sull’Italia, mentre tutto il peggio è avvenuto in Uruguay (e basta Google per trovare i soldi di Epstein, l’import-escort di squillo straniere nel ranch di Cipriani jr.&Minetti e gli atti della loro causa ai genitori del bimbo). Ma questa è la tragedia di un uomo ridicolo, che mai avrebbe dovuto diventare ministro della Giustizia e dovrebbe essere ai giardinetti da un pezzo. Ora dovrà spiegare perché, coi potenti mezzi del suo ministero, non sapeva nulla di ciò che ha scoperto il nostro cronista Thomas Mackinson con qualche telefonata. Però, a sua difesa, potrà sempre puntare sulla modica quantità di prostituzione.

Accoglienza

 


Amici svizzeri! Vi aspettiamo con ansia, non vediamo l’ora di gustare le vostre smargiassate, di toccare con mano la vostra superiorità! Avete mandato le spese delle cure mediche alle famiglie sconquassate dal tragico incendio dell’ultimo dell’anno, a qualcuno più di centomila euro? Non ci meravigliamo, è nella natura elvetica, sempre sopra le parti, mai partecipe di ecumeniche lotte internazionali, quasi dei sorci, passatemi il termine, dediti all’ingrassaggio. 

Siete in miniatura ciò che un vostro connazionale rese visibile al mondo, si proprio lui, il tanto adorato, da noi, Sepp Blatter! Se fosse vigente la legge dell’occhio per occhio, e quest’estate vi presentaste ad un Pronto Soccorso per curare una sbucciatura, constata la nazionalità dovrebbe scattare il tariffario: “Una sbucciatura elvetica? Fanno trecento euro! Se vuole anche il cerotto sono 350!” 

Ma noi non siamo come voi! Siamo umani!