Non poteva accorgersene prima?
di Michele Serra
Trump è talmente bugiardo che si tende a credere alla versione di Meloni. E Trump è talmente cafone che si tende a parteggiare per Meloni a prescindere da come si sono svolti i fatti. Detto questo, il problema di Meloni, grosso come una casa, è avere avuto come punto di riferimento politico un simile figuro; e avere rischiato di isolare l'Italia dagli altri Paesi europei nel nome dell'affinità politica con quel figuro. Non solo bugiardo e cafone, anche lestofante, visto che ha usato la Casa Bianca per arricchirsi personalmente, con una confusione tra pubblico e privato inestricabile.
Uno che non ha alcuna idea dei limiti del potere e dunque della democrazia («il limite del mio potere è quando lo dico io», ha detto qualche mese fa: sembra una battuta scritta da Mel Brooks), uno che dice una cosa un giorno e il suo contrario il giorno dopo. Un tiranno iracondo, vendicativo, umorale, inaffidabile, narciso: perché, da governante europea, immolare la propria credibilità politica su un altare così basso, e così screditato?
Il giudizio sul livello politico e umano di Donald Trump precede di gran lunga l'ideologia. Non è insopportabile perché è di destra, è insopportabile perché è Trump. Ci si domanda come sia possibile che, per prendere definitivamente le distanze da lui, Meloni abbia dovuto attendere che la sbracataggine violenta e offensiva di quel tizio colpisse lei personalmente. Prima di lei ha colpito oppositori politici, governanti di altri Paesi, cittadini americani. Ha calpestato regole, sobillato fanatici, detto bugie clamorose: non poteva accorgersene un po' prima, la nostra presidente del Consiglio, di chi è Trump e di quale sprofondo politico è l'artefice?
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