mercoledì 29 aprile 2026

Robecchi

 

Giustizia. Teniamoci stretto Nordio, che se la gioca con Willy il Coyote


di Alessandro Robecchi 

In una di quelle belle commedie antiche alla Billy Wilder, il ministro Nordio è quello che si appoggia per sbaglio sul pulsante della bomba atomica, o che taglia la secolare sequoia accanto alla casa, convinto che cadrà dalla parte giusta. Questo delizioso miscuglio tra Willy il Coyote e il Peter Sellers di Hollywood Party ce lo rende in qualche modo simpatico (senza esagerare). Il caso Minetti segue il caso Almasri, segue il caso dell’abuso d’ufficio – reato grave per l’Europa e che noi abbiamo abolito – senza contare gli autogol da metà campo in occasione del referendum. L’ultima uscita da fuoriclasse, quella sulla modica quantità di mazzette, rivela il talento e l’imprevedibilità del vero campione, senza contare il tempismo nell’intervento. Insomma, “Cazzo, speriamo che giochi Nordio!”, di solito lo dice l’allenatore della squadra avversaria.

Ma per citare Trapattoni (o era Hegel?), “Non parlo dei singoli”, quindi lasciamo stare per un istante le performance del nostro eroe e guardiamo il disegno complessivo, la strategia della squadra. Tutto ciò che la destra ha fatto sulla Giustizia in questi anni di governo è stato molto semplice: repressione per gli strati bassi della popolazione (sempre più difficile da definire: popolo? Gente comune? Povera gente, brechtianamente? Oppure semplicemente i cittadini comuni); e ampliamento e fortificazione dei privilegi per gli strati alti della popolazione (anche qui è un casino coi nomi: colletti bianchi? Élite? Ricchi & potenti?). Molte norme dei decreti Sicurezza sono semplicemente una compressione dei diritti dei cittadini, spesso dei cittadini che protestano, mentre molte norme che riguardano la classe dirigente si fanno lasche e perdoniste. Dall’abolizione dell’abuso d’ufficio alla recentissima legge Foti, un attacco diretto alla Corte dei Conti, quella che permette agli amministratori infedeli di pagare soltanto il 30 per cento del danno erariale causato (traduco in italiano: fai danni per 100 e se ti beccano paghi 30), è una specie di baccanale della “casta”. La celebrazione della “mazzetta leggera”, poi, declamata in Parlamento, sbaraglia ogni dubbio, il disegno generale è chiaro e sembra scritto dal Marchese del Grillo.

Ma questi sono articoli di codice, a cui bisogna aggiungere l’umore e la percezione che la gente comune ha della giustizia in Italia, il sentiment della popolazione, come si dice oggi. In generale, la sensazione è che se hai potere hai tutte possibilità di farla franca rispetto a uno che potere non ne ha: l’elenco di funzionari infedeli in qualche modo promossi e tutelati in altre cariche e in altri contesti di comando è praticamente infinito. E la stessa cosa riguarda i soldi, ovviamente: quante volte abbiamo visto evasori patteggiare col fisco ottenendo strabilianti sconti (e peggio! Salutati come contribuenti-eroi dopo aver pagato metà, o un quarto del dovuto).

Anche al di là di tutto quello che questo giornale ha rivelato sul caso Minetti e che oggi mette nei guai il nostro eroe Nordio, resta il fatto che i condannati in difficoltà con la famiglia, in situazioni di estremo disagio, in condizioni tragiche, saranno migliaia, e guarda un po’ il ministero della Giustizia prepara un dossier umanitario su una Vip che frequenta il jet set dorato tra yacht, mega-alberghi e tenute misteriose in Sudamerica per milionari in cerca di figa. Mah, sarà un caso. Comunque date retta, uno come Nordio, un simile fromboliere dell’autogol, me lo terrei stretto. Dico alle opposizioni, naturalmente.

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