sabato 3 ottobre 2026

Gramsci chi?

 

Forza Italia si piglia Gramsci: deve aver frainteso i suoi Quaderni dalla cella 


di Daniela Ranieri 


Passi (o meglio: sia obliata) l’appropriazione di Gramsci da parte di CasaPound, i “fascisti del Terzo millennio” con spiccate velleità intellettuali; passi pure, si fa per dire, lo scippo del co-fondatore del Partito Comunista d’Italia da parte dei Fratelli della stessa Italia, che – dopo aver saccheggiato Tolkien, ascritto Dante alla destra, lottato per Pino Insegno su Raidue, profanato il cadavere di Pasolini (come già i renziani con le imbarazzanti scuole di partito intitolate al povero intellettuale, ai tempi in cui erano convinti di avere qualcosa da insegnare a qualcuno) – si è accorta che per fondare l’egemonia culturale di destra occorreva depredare quella di sinistra; ma che Forza Italia, il partito di Fininvest, sfrutti la memoria di Antonio Gramsci, morto nel 1937 dopo 11 anni di sofferenze patite in carcere per la stupidità e la ferocia del regime fascista, è davvero grottesco. E non perché il partito di Berlusconi e Dell’Utri sia più fascista delle altre due formazioni, anzi; ma perché non risulta sia composto da filosofi e letterati (forse nemmeno da lettori), né a dire il vero di aspiranti tali. Comunque, il prossimo fine settimana si terrà a Milano “L’ottimismo della volontà”, una tre giorni di convegni promossi dal partito per – così leggiamo – “costruire proposte, ascoltare il mondo produttivo e affrontare le grandi sfide che attendono l’Italia che ha bisogno di fiducia, coraggio e idee capaci di diventare scelte concrete”.

Gramsci su Ordine nuovo (e poi nei Quaderni dal carcere), citando il drammaturgo francese Romain Rolland, contrapponeva all’ottimismo della volontà il pessimismo della ragione: intendeva dire che ciascun individuo ha il dovere morale di agire per modificare lo stato delle cose, che pure non può essere ignorato. Si trattava, e si tratta anche oggi, di vedere lucidamente le storture della società capitalista, la parte della struttura che il filosofo tedesco Adorno chiamava “il negativo”, e poi di rivolgere la disperazione individuale all’azione collettiva necessaria alla ribellione della classe operaia. Praticamente il programma di Forza Italia. Ma come gli è venuto in mente, di spacciare un meeting motivazionale aziendale per una chiamata al popolo? Pensavamo che gli elettori di FI fossero già ottimisti, con quegli Isee. Ironia della sorte, sempre Adorno disse: “Essere ottimisti è da criminali”: ecco, forse come riferimento culturale questo è più adatto al caso.

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