mercoledì 25 giugno 2025

Nel manicomio

 

Editoriale a tempo
DI MARCO TRAVAGLIO
Questo editoriale si autodistruggerà un secondo dopo che l’avrete letto: tanto quanto durano le incrollabili e tetragone convinzioni di Trump e dei minileader Ue.
Dopo 10 giorni di conflitto Israele-Iran, Trump annuncia che è finita “la guerra dei 12 giorni” (2 sono omaggio), ma si scorda di precisare che per ora l’ha vinta l’Iran e l’ha persa Netanyahu: doveva rovesciare il regime, che è sempre al suo posto; doveva radere al suolo l’uranio iraniano, che ha solo cambiato posto.
Per la prima volta nella storia, un presidente Usa fa lingua in bocca col nemico appena bombardato: “Grazie per averci avvisati della rappresaglia che è stata debole”. Un po’ come l’attacco: lui ha bombardato una montagna vuota, l’Iran una base vuota. Bilancio: zero morti. Intanto l’Idf, per non perdere il ritmo, ha ucciso 974 iraniani e ne ha feriti 3500.
La “tregua di 12 ore” viene violata dopo 2 da Israele che accusa l’Iran per due razzi mai atterrati. E Trump: “Non sono contento di Israele”, cioè del suo alleato. “Israele e Iran non sanno più che cazzo stanno facendo”. Tipo lui.
Trump aveva sempre escluso il regime change, l’altroieri l’aveva auspicato, ieri l’ha maledetto: “Sarebbe il caos”. Però Anne Applebaum-bum-bum assicura: “Oggi pomeriggio ho parlato per ore con gli iraniani e mi hanno detto che questa non è la loro guerra, ma è la guerra del regime”. E dev’essere stata una chat piuttosto lunghina, visto che gli iraniani sono 90 milioni.
Intanto Nato ed Europa, che quando Trump avviava i negoziati su Ucraina e Medio Oriente lo lapidavano come traditore dell’Occidente, ora che ha fatto una guerrettina da una botta e via lo riaccolgono a braccia aperte: bentornato a casa tra i guerrafondai.
Prima lo guardavano in cagnesco, ora gli portano l’acqua con le orecchie. Vogliono comprare ancora meno gas russo a buon prezzo e più gas Usa che costa il quadruplo. Quanto al 5% di Pil in armi, lo ringraziano per il salasso con un sms di Rutte, candidato ad honorem al Leccone d’Oro 2025: “Caro Donald, congratulazioni e grazie per la tua azione decisiva e straordinaria in Iran, nessun altro avrebbe osato farla. Ora siamo tutti più sicuri. E stai volando verso un altro grande successo all’Aja. Riuscirai in qualcosa che nessun presidente Usa era riuscito a ottenere in decenni. L’Europa pagherà in grande misura, com’è giusto, e sarà una tua vittoria. Non è stato facile, ma li abbiamo convinti tutti a firmare per il 5%”. Tutti tranne la Spagna di Sánchez, unico sovranista d’Europa, che si fermerà al 2,1%. Perché la Nato è come la Casa delle Libertà: ognuno fa come cazzo gli pare.
Ora si attende con ansia il prossimo pirla che si siederà a un tavolo con questi squilibrati.

martedì 24 giugno 2025

Due possibilità




Adios

 


Quindi eccoci ai saluti finali caro Theo! 

Ultimamente eri troppo insofferente, apatico, svogliato e, devo essere sincero, saluto con sollievo la tua partenza, senza però dimenticare che ti ringrazierò in eterno per i tuoi due "Coast to Coast" che la magnanimità della Dea Eupalla mi ha concesso di assistervi dal vivo, il primo contro l'Atalanta nell'anno del diciannovesimo, maestoso, regale, infinito, accompagnato, lo ammetto, da frasi tipo " ma perché non passa la palla quel c...?!" - mea culpa, mea maxima culpa - e l'altro contro la Lazio, anche lì presente, da solo, in preda ad misticismo rossonero di cui ben sai. 

Grazie Theo per le galoppate, per il livore in campo, per l'antipatia sempre espressa per "quelli là." 

Un'ultima raccomandazione Theo: per favore non dichiarare che fin da piccolo hai sempre sognato... etc etc!

Ciao! 

Esaurimento lagunare

 





Dicono di te...

 



Natangelo

 



Anormalità

 

Forza aggressore
DI MARCO TRAVAGLIO
Fanno tenerezza le frasi roboanti dei leader Nato e Ue del 24.2.2022 sull’aggressione della Russia contro l’Ucraina, confrontate ai loro pigolii e balbettii di oggi sull’aggressione di Israele&Usa contro l’Iran. E il fatto che l’intervento russo fosse stato provocato per 15 anni e che le armi atomiche da piazzare sotto le finestre di Putin la Nato le avesse davvero, mentre l’Iran non le ha per minacciare Israele (che le ha da quasi mezzo secolo), aggiunge un tocco di surrealismo ai famosi “valori” dell’Occidente. Ecco il segretario Nato Jens Stoltenberg il 24.2.22: “Condanno fermamente l’attacco sconsiderato della Russia all’Ucraina. È una grave violazione del diritto internazionale e una seria minaccia alla sicurezza euro-atlantica. Invito la Russia a cessare immediatamente la sua azione militare e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Siamo col popolo ucraino in questo momento terribile”. Ed ecco il segretario Nato Mark Rutte ieri: “Non sono d’accordo con chi ritiene l’attacco degli Usa in Iran in contrasto col diritto internazionale. La mia principale paura è che Teheran possa avere l’atomica”. Poi c’è il mitico cancelliere Merz: “Non c’è alcuna ragione di criticare gli attacchi americani all’Iran”, sempre nell’ambito del “lavoro sporco per tutti noi”. Intanto la Von der Leyen chiede non agli aggressori Israele e Usa, ma all’Iran aggredito, di “fermarsi” e “impegnarsi in una soluzione diplomatica credibile” perché “il tavolo dei negoziati è l’unico luogo in cui porre fine a questa crisi”: il tavolo dove gli iraniani erano regolarmente seduti, in Oman e a Ginevra, quando prima Netanyahu e poi Trump l’hanno fatto saltare a suon di bombe. Tutti gli altri acconsentono tacendo, ma ripetendo che “l’Iran non deve avere l’atomica”, a partire da Macron e Starmer che ce l’hanno. Nessuno condanna la violazione del diritto internazionale e/o propone sanzioni (l’unico sanzionato è l’Iran, dal 1979), né tantomeno invii di armi e aiuti a Teheran. Il mantra “aggressore e aggredito”, ripetuto allo sfinimento per Russia e Ucraina, è evaporato. I nostri “valori” sono quelli del Marchese del Grillo: io so’ io e voi non siete un cazzo; noi e i nostri amici possiamo, tutti gli altri no.
Una menzione speciale per i finti anti-trumpiani che fino all’altroieri, quando Trump invocava e organizzava negoziati su Ucraina e Medio Oriente, lo lapidavano come traditore dell’Occidente: ora che bombarda i negoziati, sono tutti più trumpiani di lui. Ci ordina di buttare il 5% del Pil in armi? Sì, buana. Poi tutti a menare Conte e le piazze “pacifinte” che “vogliono farci uscire dalla Nato”. Poi si scopre che basta dire no per ottenere flessibilità, come la Spagna di Sánchez, che vuol fermarsi al 2,1% e resta nella Nato. Vergogniamoci per loro.