domenica 20 settembre 2026

Tragico a sapersi

 

La misura più grande e le dannate della 44


di Paola Zanca 

Eravamo convinte – povere illuse – che i didietro delle Kardashian e la loro booty routine, le curvy in passerella, i grandi marchi che mettevano al bando la taglia 38 avessero in qualche modo archiviato, perfino con eccessiva rivalsa, l’infimo culto della magrezza con cui sono cresciute le generazioni degli anni Novanta. O meglio: l’idea di corpo conforme è rimasta la stessa – ci mancherebbe avessero tutti la stessa dignità! – ma pensavamo non fosse più eticamente accettabile, neanche dal punto di vista commerciale, alcuna strizzata d’occhio a modelli estetici dallo standard filiforme.

Invece scopriamo che la taglia massima nei marchi di moda per ragazze è ufficialmente il corrispettivo di una 44, per quanto in versione “junior”. Significa, per chi non avesse dimestichezza con le misure, che una corporatura media, “robusta” si sarebbe detto una volta, è il massimo tollerato da questi marchi che spopolano tra le ragazzine. Tradotto ancora, vuol dire che una adolescente di quel peso, se dovesse cercare sugli scaffali del negozio un paio di jeans più grandi si sentirebbe rispondere dalla commessa: “Questa è la misura più grande che esiste”. Oltre la tenda di quel camerino, l’abominio, la fine del mondo, il fuori-mercato. E tu, teenager che hai osato superare i cinquanta chili.

La domanda è: perché lo fanno? Lo chiediamo a Suite Benedict, a Subdued, ai manager dell’abbigliamento adolescenziale. È difficile pensare che sia una questione di soldi: quelli che fanno fatica a infilarsi nei vostri jeans sono corpi assolutamente usuali, di quelli che incrociamo regolarmente ogni giorno per strada. Non è una nicchia di mercato, quella che hanno lasciato fuori. Non è l’obesità infantile che avanza, non è il segmento che presunti brand illuminati hanno accuratamente sezionato nei reparti “taglie forti”. Qui il messaggio è: il nostro stile è solo per chi se lo può permettere. Però almeno fatevi due conti, non vi conviene lasciarne fuori così tante: mettetevi una mano sul portafogli, che alla coscienza ci pensano le ragazze.

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