martedì 1 settembre 2026

Nel 2026

 


Felpatamente questa scioccante notizia scongela sentimenti ondivaghi, scatenando fondamentalmente vergogna, triste vergogna, per come abbiamo tradito valori essenziali riconducibili alla dignità comune, dovuti alla Vita.

Già, la Vita! Quella che questa famiglia ha deciso di lasciare perché sopraffatta dalla solitudine, dal probabile scantonamento di molti, dall'indifferenza gelata e globale attanagliante.

Hanno deciso scientemente di farla finita, tutti, e si sono portati via pure il cane. La bimba soffriva di problematiche che non mi permetto di scandagliare, sviscerare. Agli occhi di tutti era diversa, come diversi sono molti, moltissimi, per chi discrimina. Era diversa perché quaggiù un tempo li nascondevamo agli occhi degli altri, oggi sulla carta si tenderebbe a normalizzare, ma il rischio di emarginarli assieme ai familiari è ancora alto.

Perché avere una figlia diversa alle feste dei bimbi, al ristorante, in spiaggia... dai, non facciamo finta di non capire! E la famiglia introita questi sentimenti, li ingigantisce nella solitudine. Poi il problema del futuro: chi si curerà di lei, come l'accoglieranno gli altri?

E ancora sulla solitudine, antitesi della compartecipazione: i servizi sociali, sempre più blandi per mancanza di risorse, destinate a comprare armamenti — Dio vi strafulmini, balordi infami! — la salita quotidiana per aspettare la sera, per chiudere gli occhi con la fobia dell'Aurora — che diceva il saggio dalle dita rosate — e tutto il companatico delle amarezze, sbocconcellato a tavola, le occhiate d'intesa, la preparazione meticolosa della "partenza" pur se i cellulari vibrassero ancora, le idee di andare da qualche parte, la consapevolezza che la diversità, se non la si ama, la si nota. Ho contezza di questo: lo vissi in giovinezza, vedendo bimbi e bimbe accostarsi ai cosiddetti "diversi della società" in semplicità, senza nulla notare, perché quando si parlano i cuori non esistono barriere, confini, evidenziatori di sorta.

Questa famiglia ha quindi deciso di andarsene, ha organizzato il passaggio, non disturberà più, è nella pace.

Resta il disagio, il silenzio, la consapevolezza che questa società, così com'è attualmente organizzata, prima o poi dovrà essere abbattuta, sviscerata, ribaltata.

Non possiamo considerarci degli esseri umani pensanti se continueremo a spargere indifferenza, gelo, noncuranza, apatia, ignavia.

Giuro che, mentre li saluto con tanto affetto, provo vergogna smisurata e corresponsabilità.

Perdonateci!

Nessun commento:

Posta un commento