mercoledì 16 settembre 2026

L'Amaca

 

La bandiera incompiuta


DI MICHELE SERRA


Per salutare, Emma Bonino ha scelto la bandiera europea. Una bandiera

incompiuta, piantata sopra un groviglio di egoismi nazionali. La più

transnazionale delle bandiere nell'epoca della grande risorgenza dei

nazionalismi e delle guerre.

Il processo costitutivo di una vera Europa federale è ancora a mezza via e

forse ancora più indietro. Quelli di Ventotene immaginarono

l'impossibile nella notte della guerra, senza libertà e senza pace. Eppure

libertà e pace scintillavano, nel loro manifesto, come se fosse certo il loro

avvento.

Viene da dire che l'idea europea più appare fragile, irrealizzabile,

minacciata, più sembra il riassunto perfetto della vita di Emma Bonino.

Dentro ci sono le battaglie per i diritti, uno per uno, per la democrazia,

per la laicità delle istituzioni, per la libertà di pensiero e per l'autonomia

delle scelte di vita, fino alla sua fine. E dentro c'è la fragilità delle cose

giuste, il loro procedere tra intoppi e inganni, il loro retrocedere di fronte


a ostacoli che possono sembrare insormontabili. Dentro quel blu stellato,

che penzola dai palazzi ma non è mai (non è ancora?) diventato casa

comune, identità popolare, c'è anche l'orgoglio minoritario che fu tipico

dei radicali storici e oggi è degli europeisti militanti: pochi voti alle

elezioni, un seguito popolare largamente inferiore alle parole di stima

che è sempre facile spendere. Non ultime, le divisioni quasi incredibili in

fazioni litigiose.

La bandiera incompiuta, a coprire le spoglie di quella signora forte e

irriducibile, sembra stata scelta apposta per dire, come frase di saluto: c'è

ancora tanto da fare.


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